Intervista a Lorenza Bertoletti

La prima tappa della rubrica “Graffignanini nel mondo” è in Honduras, paese dell’America centrale. Il lavoro ha dato a Lorenza la possibilità di girare il mondo, ma ormai da qualche anno è stabile nella bellissima isola di Roatan.

Dove vivi?

Da più di 5 anni vivo a Roatan, islas de la Bahia Honduras

Da quanto tempo vivi lontano da Graffignana? Torni spesso?

Non vivo a Graffignana da circa 24 anni. Per i primi 11 anni rientravo ogni sei mesi, lavoravo per un tour operator (I Viaggi Del Ventaglio) che ad ogni cambio staff dava due settimane di ferie. Poi mi sono trasferita in Messico e non sono rientrata per 3 anni consecutivi. Da circa 7 anni a questa parte cerco di rientrare una volta l’anno. Quando posso cerco di far combaciare le mie ferie con la Sagra della Vittorina. Adoro rientrare per quell’evento perché mi permette di incontrare molte persone in un solo giorno!

Di cosa ti occupi?

Faccio il direttore di un hotel. Il resort é molto bello, ospitiamo circa 250 persone al giorno (la maggior parte di nazionalità canadese sia francofona che anglofona). Ho 140 dipendenti, quindi molto molto lavoro.

La tecnologia ha quasi azzerato le distanze, ma qual è il vero segreto per sconfiggere la nostalgia?

La tecnologia ha davvero azzerato le distanze. Mi ricordo anni fa quando da Zanzibar avevamo la possibilità di telefonare solo in certi giorni della settimana e a certi orari assurdi! Comunque, la nostalgia si sconfigge anche lavorando molto. Forse un po’ cinica come risposta, ma molto vera. Poi avendo molta consapevolezza. La consapevolezza e la certezza di avere alle spalle una grande famiglia, dai miei genitori ai miei fratelli, i miei cugini e tanti amici che sempre si ricordano di me. Un messaggio, una mail…basta poco!

Cosa ti manca di più del nostro paese?

Il risotto di mia mamma e l’aperitivo della domenica.

Sei ancora legata a Graffignana? C’è un ricordo particolare che vuoi condividere?

Sono molto legata a Graffignana, mi sento graffignanina al 1000%. Sono vicina alle vicissitudini quotidiane. Tutti i giorni chiamo i miei genitori e mia sorella che mi raccontano cosa succede. Un ricordo da condividere? Diciamo un paio: la prima del primo spettacolo della Compagnia Bella Vita. Un evento che ha costruito un gruppo di persone che negli anni ha continuato a crescere e a cimentarsi con spettacoli sempre più impegnativi e articolati. Vero che rispetto al primo show molta gente è cambiata, ma il gruppo è rimasto e un po’ di turnover è normale. Un altro ricordo particolare che è ben presente nella mia memoria è la Vigilia di Natale. Penso che Graffignana in quella notte sia il posto più bello del mondo.

Hai mai trovato delle difficoltà nell’inserirti in una cultura diversa?

No, penso che questa sia la cosa che più mi stimola e mi piace. Mi muovo con naturalezza e mi sento parte dei posti che visito o in cui lavoro. Diciamo che non ho barriere linguistiche, quindi il primo ostacolo e già superato. Poi mi piace studiare le loro origini e la loro cultura. Diciamo che lavorandoci insieme si diventa parte integrante: si va ai loro compleanni, ai loro matrimoni, ai loro funerali…insomma si condivide un pezzo di vita.

Che consiglio daresti a chi decide di intraprendere una vita all’estero?

Gli direi di lasciare a casa i pregiudizi e quello che qualcun’altro gli ha raccontato. Ogni viaggio o ogni scelta di vivere all’estero è personale e ogni esperienza è soggettiva e unica. Bisogna solo essere aperti e ricettivi e non cercare l’Italia all’estero!!!

Qual è il posto più magico che hai visto nel paese in cui vivi?

Non voglio fare pubblicità, però penso che il posto più bello che ho visto su quest’isola è il tramonto dalla terrazza dell‘hotel dove lavoro.

Vuoi raccontarci una curiosità legata alla gente dello Stato in cui vivi?

Ci sono due cose che mi divertono molto. La prima è che è proibito che due uomini vadano in moto insieme. Intendo dire sulla stessa moto! Uomo e donna possono, uomo e uomo no. Altra cosa che è molto sentita è la festa degli Homecoming: persone che vivono tra gli Stati Uniti, Canada e Cayman Island e che una volta l’anno rientrano sull’isola. Festeggiano per due giorni consecutivi. Birra a fiumi, pollo e gamberi fritti e guifity, una sorta di distillato locale molto molto alcolico!

Se te ne dovessi andare da dove risiedi quale oggetto, piatto o tradizione diventerebbe parte integrante di te?

Il comal. È una specie di piastra antiaderente primordiale dove si cucinano le tortillas de harina (deliziose!)

Quando ritorni a Graffignana dopo un lungo periodo, qual è il primo luogo che vuoi rivedere?

Quello che mi fa dire “adesso sono a casa” è la chiesa della piazza, senza dubbio. Però la cosa che più mi da la consapevolezza di essere a casa è il suono delle campane al mattino. Quando sono ancora mezza addormentata, magari dopo 13 ore di volo e 8 di fuso orario, e sento le campane posso finalmente dire “sono a casa”.

Vivendo in una realtà diversa hai qualche suggerimento che possa migliorare il nostro paese?

In questo momento è una domanda molto difficile. Penso che gli italiani abbiano qualità uniche. Mi riferisco allo spirito di iniziativa, alla fantasia, alla capacità di arrangiarsi e adattarsi, al gusto del bello, del classico e della buona cucina. Abbiamo davvero molte qualità per essere i numeri uno. Per esempio, parlando strettamente del mio settore, noi potremmo vivere di turismo con tutte le meraviglie che offre il nostro paese. Spero davvero che gli italiani possano essere supportati da un governo che li aiuti a dimostrare quello che valgono.

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Un pensiero riguardo “Intervista a Lorenza Bertoletti

  • 4 Luglio 2018 in 12:53
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    Grande Wonder Lory! TOP

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