Flat Tax: riforma fiscale ad esclusivo vantaggio dei più ricchi?

Nei giorni scorsi il Governo Conte ha presentato alla camera, come da regolamento, il D.E.F. per l’anno 2019. Il D.E.F., documento di Economia e Finanza, rappresenta lo strumento di programmazione economica più importante per un governo, in quanto vengono esposti tutti gli obiettivi di politica economica che l’Italia intende perseguire, quali sono le stime di spesa sull’andamento delle finanze pubbliche e dell’economia nazionale e quali sono le riforme che il governo intende approvare. Questo documento si compone di 3 sezioni:

  • Def programma di stabilità, è la parte che viene sottoposta al giudizio dell’Unione Europea.
  • Sezione di Analisi e tendenze di finanza pubblica.
  • Programma nazionale di riforma.

Rientra nell’approvazione del Def 2019 la Flat Tax, uno dei principali obiettivi della campagna Elettorale per le elezioni del 2018, del partito di Matteo Salvini. In questo articolo vedremo quali sono gli elementi fondamentali che caratterizzano questo nuovo modello fiscale, quali saranno i soggetti interessati e infine cercheremo di vedere i punti di forza e di debolezza.

Iniziamo, dando una definizione: la Flax Tax, tassa piatta, è un sistema fiscale caratterizzato da un’aliquota fissa, non progressiva, che punta a ridurre tutte le aliquote IRPEF ad una sola, valida per tutti, con la progressività dell’imposizione garantita dalla no tax area, da deduzioni e detrazioni fiscali per i redditi più bassi. Nel nostro Paese verrà attuata un’evoluzione della normale Flat Tax in una Dual Tax, in quanto sono state previste due aliquote Flat Tax al 15% e 20% e scaglioni di reddito per determinare le deduzioni spettanti che andranno così a rispettare il principio di progressività garantito dalla nostra Costituzione. La nuova riforma fiscale dell’IRPEF porterà ad una graduale introduzione della Flat Tax a partire dal 2019 a cominciare dalle partite IVA, successivamente alle imprese e poi alle famiglie nel 2020, inoltre verrà introdotta la misura della pace fiscale con Equitalia che servirà a reperire le risorse per la nuova tassazione.

Come visto in precedenza la prima applicazione della Flat Tax riguarderà esclusivamente le partite Iva e più precisamente se la proposta di legge venisse approvata così come è stata depositata, le piccole partite iva nel regime forfettario e nel regime dei minimi dal 2019 potrebbero fruire di:

  • Aliquota Flat Tax al 15% per chi ha ricavi o compensi fino a 65.000 euro;
  • Aliquota Flat Tax al 20% per le partite iva con redditi fino a 100.000 euro;
  • Aliquota 5 % per start up, giovani under 35 e per gli over 55.

L’obiettivo quindi è quello di estendere ad una parte più ampia possibile la semplificazione degli adempimenti contabili con un regime unico al 15% o al 5% facilitando la vita di imprese e professionisti attraverso l’abolizione di diversi obblighi fiscali in primis gli studi di settore e lo spesometro e lasciando come adempimento solo la dichiarazione dei redditi.

Per quanto riguarda le famiglie, la Flat Tax porterà al superamento dell’IRPEF e alle sue percentuali in base agli scaglioni di reddito. Anche per questa categoria non si tratterà di una e vera e propria Flat Tax piatta ma ci sarà una Dual Tax famiglie costituita da due aliquote da applicare in base al reddito, in modo da garantirne il principio di proporzionalità. In particolare, le aliquote Flat Tax famiglie saranno pari a:

  • Aliquota Flat Tax al 15% per i redditi fino a 80.000 euro;
  • Aliquota Flat Tax 20% per i redditi superiori a 80.000 euro.

Mentre per quanto riguarda le deduzioni:

  • Famiglie con redditi da 0 a 35.000 euro: è prevista una deduzione per ogni componente del nucleo familiare pari a 3.000 euro, per cui se nella famiglia ci sono tre componenti, ci sono 9.000 euro di deduzioni che rappresentano la no Tax Area della famiglia, ciò significa che l’aliquota al 15% si calcola e si applica a partire dai 9.000 euro fino all’importo del reddito in possesso della famiglia, qualora sia inferiore a 35.000 euro;
  • Famiglie con redditi tra 35.001 e 50.000 euro è prevista la sola detrazione per carichi familiari, per cui la somma di tali carichi, diventa la no tax area della famiglia dalla quale partire per calcolare l’aliquota del 15%;
  • Famiglie con redditi dai 50.001 euro in su, non si applica alcuna deduzione.

Le detrazioni che ad oggi sono riconosciute dalla legge, verranno azzerate perché sostituite dal pacchetto delle deduzioni Flat Tax, le detrazioni per i mutui sulla prima casa, ristrutturazioni e risparmio energetico già avviati prima dell’entrata in vigore della riforma fiscale, dovrebbero essere mantenute.

Per le imprese invece lo schema relativo alla Flat Tax sarà il seguente:

  • Aliquota fissa pari al 15% per tutte le società che pagano l’IRES;
  • Aliquota al 15% e 20%, come visto in precedenza per le partite IVA, ditte individuali, persone fisiche, professionisti e imprese.

Per concludere vediamo quali sono i vantaggi e svantaggi di questa manovra:

Secondo i sostenitori della tassa piatta, ecco i vantaggi Flat Tax:

  • tutti i cittadini pagherebbero le tasse e tutti pagherebbero meno tasse rispetto adesso;
  • le imprese, le aziende e tutti coloro che creano ricchezza, lavoro o investono, non saranno più demotivate dall’alta tassazione;
  • con la Flat Tax tutti i contribuenti potranno fare da soli la loro dichiarazione dei redditi, perché sarà molto molto più semplice di adesso;
  • riduzione dell’evasione fiscale e dell’elusione.

Questo almeno è quello che è successo nei paesi in cui è stata adottata la Flat Tax mentre in Italia si attende che:

  • la Flat Tax porti ad una vera e propria rivoluzione del nostro sistema fiscale che diventerà semplice e trasparente, senza più ardui calcoli sugli acconti IRPEF e conguagli di fine anno. Infatti, ci sarà solo ed unico versamento delle imposte che verrà effettuato dallo stesso contribuente;
  • in funzione di questa rivoluzione fiscale, saranno aboliti i sostituti d’imposta e con loro anche la ritenuta d’acconto;
  • ciascun compenso dovrà poi essere erogato al lavoratore al lordo e poi sarà lui stesso ad effettuare il pagamento dell’eventuale tassa. Ciò consentirà di favorire le famiglie con basso reddito che hanno deduzioni Flat Tax che azzerano la tassa, in questi casi le famiglie avrebbero soldi veri e non crediti di imposta;
  • Stessa cosa per i dipendenti statali e pensionati che riceverebbero la retribuzione lorda in busta paga;
  • Anche dal punto di vista del datore di lavoro, la gestione della busta paga sarà molto più semplice;
  • Anche per le imprese la rivoluzione fiscale della Flat Tax porterà ad una serie di vantaggi in quanto le imposte dovranno essere pagate sulla base di uno schema semplificato fatto di RICAVI-COSTI=REDDITO tassato con aliquota Flat.

Gli svantaggi della Flat Tax sarebbero:

  • in primis di un minor gettito da parte dello Stato che dovrebbe corrispondere ad un inesorabile taglio della spesa conseguente;
  • ci sarebbe poi una perdita delle detrazioni personali in base alle caratteristiche della famiglia: niente più detrazioni e deduzioni in base al numero dei figli, delle spese mediche, ristrutturazioni, ecc.
  • la Flat Tax potrebbe avvantaggiare i più ricchi. Se un lavoratore dipendente oggi guadagna 70.000 euro l’anno, con l’applicazione degli scaglioni Irpef, pagherebbe un’aliquota al 41% con la Flat Tax, invece, del 15% secondo la proposta della Lega.

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