Due giorni insieme grazie alla V edizione del torneo di basket in oratorio

All’oratorio San Giovanni Bosco di Graffignana, il terzo week-end di settembre, partecipai alla quinta edizione del torneo di basket 3 contro 3. “Le Furie” era il nome della mia squadra; uno dei casi in cui l’abito non fa il monaco, considerato il piazzamento finale: 12° posto su 16 squadre. Prescindendo le mie qualità di cestista, rimasi affascinato dall’ambiente creato: ero circondato da sponsor, statistiche registrate scrupolosamente, tabellini del punteggio che ruotavano come i nastri di una slot e tante persone, anche “fureste”.Mi illudevo di essere un rookie alla Summer League. Oltre la qualità dell’organizzazione, la multidisciplinarità dell’evento (sport, musica, danza) è un aspetto che mi ha impressionato poiché ho visto questa modalità di svolgimento capace di attrarre una moltitudine eterogenea nello stesso luogo, per condividere del tempo.

Nel contesto sociale che viviamo, mi sembra si manifesti limpidamente, in tutti noi, la necessità di conoscersi convivendo. Così, ho posto alcune domande ad Alessandro Fiorentini, a Stefano Meazzi e a don Gigi: i principali artefici di questa manifestazione unificante. Vorrei emergesse dalle loro parole il racconto dell’ episodio fausto così che si valorizzi autonomamente lo sforzo compiuto.

<<Chi ha partecipato all’organizzazione dell’evento? In quale maniera?>>

<<L’organizzazione dell’evento parte da molto lontano, già dall’inizio dell’anno con la scelta della data nel ricco calendario delle iniziative estive dell’oratorio. Infatti il torneo di basket si aggiunge a quelli di pallavolo e al torneo di calcio. Gli organizzatori “storici” siamo noi due (Alessandro e Stefano) che dal 2014 abbiamo scommesso sulla bontà dell’iniziativa sfidando l’approssimarsi dell’autunno e il pericolo di pioggia. Gli aspetti organizzativi sono molteplici: dal coinvolgimento dei volontari alla pubblicizzazione dell’evento, dal reperimento delle risorse (sponsor) fino alla definizione del regolamento tecnico. Immancabile in questo contesto “social” è la presenza del sito e della pagina Facebook, alimentati e seguiti dai nostri tecnici Nicolò Bardoni e Cristian Bortolotto. Essendo una manifestazione nata per divertire e divertirci non manca mai la maglietta ricordo per tutti. Quest’anno inoltre, per la prima volta, siamo riusciti a regalare a tutti il kit del baskettaro (una sacca contenente, oltre alla maglia del torneo, anche una bevanda e una borraccia). In aggiunta alla parte sportiva abbiamo organizzato anche una parte aggregativa dove, coinvolgendo i vari gruppi musicali di Graffignana, siamo riusciti a buttare in piedi una “salampizzata” musicale, durante la quale è attivo il servizio cucina con i prodotti offerti da alcuni commercianti di Graffignana. Per il prossimo anno, dice Don Gigi, stiamo studiando una nuova formula che integri la parte sportiva e quella musicale per far conoscere anche agli “stranieri” le doti musicali e gastronomiche dei graffignanini.>>

<<Ci raccontate lo svolgimento della “due giorni”?>>

<<Per la prima volta il torneo si è svolto su due giorni coinvolgendo 16 squadre, raddoppiando di fatto i numeri delle precedenti quattro edizioni.

Il primo giorno si sono giocate le partite della fase a gironi (quattro gironi da quattro squadre). Al termine tutti nel salone dell’oratorio hanno partecipato alla salampizzata musicale. Accompagnati dalla cucina dei nostri volontari, i partecipanti hanno assistito ad una sorta di Woodstock del basket con Stereo7, Alberto&Luca, Fac Simile, Mary, Ambro’s Brothers e The Queen’s Guard.

Il secondo giorno si sono giocate le partite della fase finale. Le prime due classificate dei giorni hanno giocato per la classifica dal primo all’ottavo posto, mentre le ultime due hanno giocato per la classifica dal nono al sedicesimo posto.

Con questa formula tutte le squadre hanno giocato lo stesso numero di partite indipendentemente dai risultati. Questo aspetto é per noi organizzatori un punto fermo del torneo perché incarna in pieno lo spirito del luogo in cui si svolge, il nostro oratorio.

Durante la seconda giornata c’è stato anche lo spazio per il 3-Point Shootout, la gara del tiro da 3.

Al termine delle finali si è svolta la premiazione delle prime tre squadre con una coppa e di tutti i partecipanti con la foto ricordo.

La kermesse si è chiusa con uno show-aperitivo grazie all’esibizione acrobatica dell’Athena2.>>

<<Cosa vi spinse ad organizzare l’evento? Quali i propositi che intendevate raggiungere? Cosa portate a casa da questa esperienza?>>

<<La molla è scattata innanzitutto perché siamo appassionati di basket e siamo cresciuti in un ambiente oratoriano, seppur provenienti da paesi diversi. É stato quindi un “parto naturale” che con la fiducia e l’aiuto di tante persone ha visto crescere questa creatura fino a diventare un appuntamento sentito per gli amanti di questo sport. Il nostro obiettivo è quello di tutte le iniziative dell’oratorio: aggregare persone in un ambiente accogliente e senza voglia di arrivismo. La competizione non manca ma in tutte le cinque edizioni è prevalsa la voglia di stare insieme.

Da questa esperienza portiamo a casa tanta stanchezza ma anche tanta soddisfazione per la riuscita dell’evento (abbiamo ricevuto molti complimenti) e tanta gratitudine nei confronti di volontari e sponsor che a vario titolo hanno collaborato.>>

<<Vedete perseguiti i vostri obiettivi?>>

Sì, certamente, e lo si è visto dalla partecipazione delle due giornate in oratorio. Inoltre il ricavato dell’evento ci permetterà in futuro di realizzare l’impianto di illuminazione a completamento del nuovo playground che tutti ci invidiano.

<<Ci sarà dunque una sesta edizione? C’è qualche cosa che vorreste migliorare per il prossimo incontro?>>

<<Sicuramente ci sarà una sesta edizione e non mancheranno le sorprese … che in quanto tali non vi sveliamo in questa intervista!>>

Come parte del pubblico, sono partecipe dell’entusiasmo e della soddisfazione degli intervistati, perciò vi racconto di un momento che ho valutato parecchio significativo.

Durante la gara delle triple, sul perimetro dei tre punti si presentò un ragazzino tanto gracile che da lontano il pallone sembrava grande quanto le sue spalle. Non avrei scommesso un tollino bucato su di lui. In tutta calma, Patrick, piazzò tre tiri totalizzando cinque punti. Tutti noi presenti esultammo per il suo successo, di contrasto il suo viso apparì impassibile, quasi dicesse :”eh che ci vuole?”. Quando, voltatosi verso la madre, il sul volto riflesse il sorriso più compiaciuto, allora ricevetti un grande premio. Ecco il mio trofeo! Mi dissi.

Ben diceva Lèvinas :” il volto umano è un’epifania”. Direi che lo è ancor di più nei volti che si vivono felici, reciprocamente. Questa coppa è stipata nel mio animo e mai sarà rivestita dalla polvere.

Perché scopo della community è il dialogo inizio io chiedendovi: dedicare sforzi al nostro accrescimento in qualità di comunità può svolgersi in forma individuale oppure tramite l’intermediazione di un gruppo, in che modo prendi parte allo sviluppo sociale di Graffignana?

Per approfondire vi propongo la collezione di fotografie scattate per l’occasione da Filippo Quattrocchi.

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