Zero Consumo di suolo. La nuova urbanistica

Il titolo è un po’ provocatorio, ma la pianificazione territoriale e l’urbanistica vanno verso il consumo del suolo pari a zero. Non subito ma progressivamente negli anni fino al 2050; dovremo ripensare più criticamente all’uso, talvolta indiscriminato, del territorio. Un bene sempre più prezioso.

“Chiudo il cerchio”, per così dire, con questo ultimo articolo sull’excursus paesaggio, territorio ed ambiente, tutela e pianificazione che tratta di urbanistica; tutti temi un po’ di settore, vero, ma che hanno un grande impatto sulla vita di tutti i giorni.

Della pianificazione abbiamo già detto, ma che cos’è l’urbanistica?

L’urbanistica, in estrema sintesi, è la scienza che studia il territorio costruito, lo analizza e progetta l’espansione dello spazio urbano e del territorio incluso e collegato al costruito. È la base della crescita insediativa di ogni paese in un’ottica gestionale e programmatica di “uso del territorio”, ma sempre rispettosa degli indirizzi normativi degli strumenti pianificatori sovracomunali, declinati a livello locale.

La Regione, la Provincia ed il Comune tessono, ognuno per la propria parte di competenza, la rete strutturale, infrastrutturale nonché delle aree verdi in senso lato e dei parchi del nostro “Paese”.

La “città nuova” deve necessariamente coniugarsi alle esigenze di crescita funzionali ai nuovi standard qualitativi che le normative richiedono, penso ad esempio alle aree produttive che devono progressivamente nel tempo adeguarsi a reperire nuovi spazi per l’installazione delle colonnine di ricarica elettriche dei veicoli, nonché alle modificate richieste di più alti standard qualitativi abitativi o per il tempo libero. Vivere meglio si, con confort sempre in crescita, ma con un occhio di riguardo all’ambiente e allo spazio che ci circonda.

La Regione Lombardia con la L.R. 12/2005, la “legge per il governo del territorio” ha iniziato un percorso nuovo di approccio alla pianificazione passando dallo strumento unico di pianificazione per eccellenza – il Piano Regolatore Generale – P.R.G. – al Piano di Governo del Territorio, il P.G.T., strumento complesso suddiviso in 3 Piani di pari importanza: il Documento di Piano, il Piano delle Regole ed il Piano dei Servizi. Strumenti differente, ma strettamente interconnessi uno con l’altro.

Graffignana nel 2012 approva il proprio Piano di Governo del Territorio.

L’evoluzione dell’uso del territorio, la consapevolezza della scarsità delle risorse, le nuove spinte ecologiste, le tragedie, talvolta annunciate, sempre più presenti anche nei recenti fatti di cronaca, hanno portato, oltre che a coscienze ambientali sempre più attive e sensibili, anche ad un approccio differente della pianificazione e dell’urbanistica.

Nel 2014 con la L.R. 31/2014 “Disposizione per la riduzione del consumo di suolo e la riqualificazione del suolo degradato” Regione Lombardia si adegua agli indirizzi europee compiendo un passo in avanti nella tutela dell’ambiente e del territorio. L’articolo 1 comma 1 e 2 della LR 31/2014 recita testualmente “1. La presente legge detta disposizioni affinché gli strumenti di governo del territorio, nel rispetto dei criteri di sostenibilità e di minimizzazione del consumo di suolo, orientino gli interventi edilizi prioritariamente verso le aree già urbanizzate, degradate o dismesse ai sensi dell’articolo 1 della legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del territorio), sottoutilizzate da riqualificare o rigenerare, anche al fine di promuovere e non compromettere l’ambiente, il paesaggio, nonché l’attività agricola, in coerenza con l’articolo 4-quater della legge regionale 5 dicembre 2008, n. 31 (Testo unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, foreste, pesca e sviluppo rurale). 2. Il suolo, risorsa non rinnovabile, è bene comune di fondamentale importanza per l’equilibrio ambientale, la salvaguardia della salute, la produzione agricola finalizzata alla alimentazione umana e/o animale, la tutela degli ecosistemi naturali e la difesa dal dissesto idrogeologico.

Il comma 4 della legge sopracitata da chiare indicazioni della volontà della nostra Regione di concretizzare sul territorio della Lombardia il traguardo previsto dalla Commissione europea di giungere entro il 2050 a una occupazione netta di terreno pari a zero.

Sarà progressivamente sempre più ristretta la capacità degli strumenti urbanistici di modificare aree verdi ed aree agricole per le espansioni della “città”: si dovranno trovare nuove modalità di intervento per promuovere il riutilizzo del costruito esistente. E nel nostro paese le aree costruite inutilizzate non mancano. Ci riusciremo? Questa è una grande sfida su cui si gioca il futuro delle nuove generazioni.

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