AREA B di Milano: parte la più grande ZTL d’Italia

Lunedì 25 Febbraio ore 7:30 ha mosso i primi passi l’AREA B di Milano, ovvero il divieto d’ingresso all’area cittadina di capoluogo meneghino dei veicoli più inquinanti nei giorni feriali dalle 7:30 alle 19:30 e tale divieto entro il 2025 colpirà tutti i veicoli diesel. Spesso ci dimentichiamo che Milano è a pochi chilometri dalle nostre case e che quanto succede a quelle latitudini influenzerà prima o poi le nostre esistenze: sia essa moda, tendenze e perché no anima green.

La Lombardia e il suo capoluogo sono una delle zone più ricche d’Europa. Il PIL pro-capite non è lontano da quello della Renania – Vestfalia o la Baviera; da sola produce il 22% della ricchezza italiana, ma a fianco di tutta questa opulenza il conto da pagare è tutt’altro che leggero. La pianura padana, ed in fondo Milano che è nel mezzo, rappresenta uno del luoghi più inquinati d’Europa. Sappiamo bene che ogni anno le varie centraline sparse per questo territorio rilevano le polveri sottili che per troppi giorni all’anno si spingono sopra i limiti di legge, evidenziando una situazione tutt’altro che tranquilla. Questo tipo d’inquinamento rappresenta la maggior causa di riduzione delle aspettative di vita nel mondo, come evidenziato dallo studio dell’Energy Policy Institute dell’Università di Chicago, che ha creato Air Quality Life Index, ovvero l’indice che evidenzia il numero di anni persi a causa del PM2,5: i ricercatori hanno posto il focus sulle polveri ultra sottili e ne hanno analizzato gli effetti per una ventina d’anni. Da questa ricerca emerge che forse a causa della scarsa ventilazione e dell’alta densità abitativa e industriale, la Pianura Padana contende alla Polonia meridionale il non invidiabile primato della regione europea con la più alta concentrazione di polveri sottili, ben al di sopra di aree pur densamente popolate come Londra e Parigi. Vivere in Lombardia significa sacrificare più di un anno della propria vita a causa dello smog.

Milano è stata insignita dal Sole24ore la città più vivibile del 2018 con i suoi punti di forza quali reddito, lavoro e servizi e le sue debolezze come, appunto, l’inquinamento. È quasi a dimostrare di essere la capitale morale d’Italia, il Bel Paese per altro è stato deferito dalla Corte Europea per il mancato rispetto dei limiti normativi di qualità dell’aria, di essere un’avanguardia inavvicinabile e non ha avuto alcun dubbio di far nascere l’AREA B. Una grande idea con intenzioni solide e ben circostanziate, ma in realtà la sua declinazione qualche problema lo ha e le polemiche sono divampate con tracce ben presenti sia sulla stampa locale che nazionale. AREA B è un tema scottante che ha registrato un nuovo scontro tra l’amministrazione della città e quella della regione: ultimamente sta succedendo molto e troppo spesso e forse la mancata visione comune a lungo andare potrebbe creare qualche problema. Il tema primario è che chiudere Milano implica scaricare sulla viabilità esterna alla città il traffico. Inoltre un altro aspetto è collegato al fatto che l’esclusione della transitabilità delle macchine più vecchie vada ad incidere sull’economia domestica della famiglie che spesso in periferia sono le meno abbienti. Non basta l’incentivo per cambiare l’auto e sono vittime di questo provvedimento senza beneficiare a pieno dei vantaggi di vivere a Milano. Milan l’è un gran Milan.

AREA B

Cosa ne pensate della scelta di Milano? E se domani, visto che nonostante lo sforzo non basterà tale scelta a riportare nei parametri previsti le polveri sottili tale obbligo entrasse in vigore in tutta la regione come reagireste? Ed ancora se nella lotta alla qualità dell’aria venisse vietata l’accensione dei camini o delle stufe a legna/pellet? È senza dubbio un tema scottante e credo ci sia il bisogno di prepararsi.

PS: vi ricordate il fumo di Londra che si tagliava con il coltello, famoso nei romanzi di Dickens? Con il Clean Air Act del 1956 vennero vietati tutti i combustibili che contribuivano a tale smog: il carbone, la legna, l’olio combustibile. Il divieto venne esteso a tutto il territorio della città ed anche la centrale a carbone sulla riva destra del Tamigi, a due passi da Victoria Station, famosa per essere diventata la copertina di un album del Pink Floyd, venne chiusa. Oggi a Londra i camini vanno a gas.

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