Gli italiani e la storia: 2 poli opposti che non si attraggono?

L’esame di maturità è da sempre uno dei momenti che più caratterizzano la vita di tutti gli studenti sia in maniera positiva ma soprattutto in maniera negativa per chi fino all’ultimo deve superare i vari ostacoli scolastici che caratterizzano l’ultimo anno: la scelta della tesina, non avere insufficienze e chi più ne ha più ne metta. Di sicuro tutti nel bene e nel male abbiamo vissuto la nostra fatidica “Notte prima degli Esami” che ormai nell’immaginario collettivo viene descritta alla perfezione dalla canzone di Venditti e anche da alcune pellicole cinematografiche che hanno saputo raccogliere al meglio gli aspetti fondamentali del momento che precede la prima prova e il conseguente inizio degli esami. Quest’anno tutti gli studenti che, tra circa tre mesi e mezzo, dovranno affrontare la maturità avranno un pensiero che svuoterà di una minima parte il fardello di preoccupazioni che porta con sé la “notte di lacrime e preghiere” infatti, tra i numerosi cambiamenti voluti dal Ministro dell’Istruzione Bussetti c’è l’eliminazione del tema storico.

Tale decisione, ha provocato reazioni negative soprattutto negli addetti ai lavori ma anche nell’ambiente esterno al mondo della scuola. Tra le motivazioni che hanno portato a tale scelta vi è il fatto che da alcune indagini statistiche effettuate, risulta che l’ormai ex tipologia C è sempre stata la meno scelta tra le opzioni sia per la difficoltà dei temi e degli argomenti da trattare sia per la complessità derivante dall’utilizzo di un linguaggio tecnico specifico, sia per l’elevata conoscenza dei fatti storici. Il MIUR difende la propria scelta specificando che il tema storico non sarebbe abolito ma inserito all’interno della nuova tipologia B.

Questa decisione sicuramente, ha aperto un dibattito su un problema che non riguarda solo gli studenti che affronteranno gli esami di maturità nel 2019 ma la popolazione italiana. Infatti, la storia ha sempre creato qualche “problema” alla maggior parte degli italiani. Nei principali quiz televisivi, ogni volta che viene posta la domanda storica, sono tanti gli errori anche grossolani che vengono commessi dai concorrenti. Non sono da meno i dati relativi agli ascolti dei programmi/trasmissioni/documentari che trattano la storia. Questo è un segnale abbastanza negativo sul futuro della nostra società perché se è vero che bisogna stare al passo con i tempi, è altrettanto importante conoscere il passato, per comprendere il presente e intravvedere il futuro e quale migliore mezzo della storia abbiamo per apprendere al meglio il significato di questa frase?

Anche Cicerone migliaia di anni fa si esprimeva cosi: “Non sapere che cosa sia accaduto nei tempi passati, sarebbe come restare per sempre un bambino. Se non si fa uso delle opere delle età passata, il mondo rimarrà sempre nell’infanzia della conoscenza.”

Il mancato attaccamento della maggior parte di noi italiani con la storia rappresenta un vero e proprio controsenso perché abbiamo la fortuna di vivere in uno dei paesi più belli del mondo e soprattutto con un grandissimo numero di siti patrimonio dell’UNESCO, basti pensare a Roma, la città eterna, Firenze, Pompei e altri numerosi luoghi che vengono visitati ogni anno da milioni di turisti provenienti da ogni parte del mondo. 

Per fortuna ci sono molte associazioni che si prendono cura del nostro patrimonio e hanno a cuore la storia e la cultura italiana, una di queste è il FAI, Fondo Ambiente Italiano, che si occupa della cura e del mantenimento dei principali punti d’interesse storico e non solo presenti nel territorio, la maggior parte dei quali, per noncuranza e disinteresse, rischierebbe di andare perduti. E che in alcuni periodi dell’anno offre la possibilità, gratuitamente o con un piccolo contributo di visitare alcuni posti perlopiù sconosciuti alla maggior parte delle persone. E spesso si affida perlopiù ad alcuni studenti degli istituti superiori che durante queste giornate prestano gratuitamente il loro tempo come ciceroni.

La speranza è che nei prossimi anni la storia entrerà sempre di più a far parte dell’apprendimento scolastico e non solo altrimenti corriamo il rischio che tra 10 anni quando, alla maturità, uscirà il tema storico, la storia sarà quella di Instagram. Lo scopriremo solo vivendo o come disse Manzoni nel 5 Maggio “ai posteri l’ardua sentenza”.  

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