Lottare sempre per i propri ideali

27 marzo 2019 – Questo marzo è pazzerello, giornate di sole molto più che primaverili, notti con forti venti e mattine ancora dalle temperature un po’ freddine. Tuttavia la nostra panchina vuole godersi il sole e le temperature pomeridiane, dove si può addirittura stare in piazza solo con il maglioncino. Tanti sono gli argomenti di cui discutono i nostri amici, si parla ancora della vicenda dell’autobus dei 50 ragazzi dato alle fiamme dall’autista che voleva vendicare le vittime dei barconi che arrivano sulla nostra penisola, e poi ancora si discute della morte del giovane ucciso dall’ISIS in Siria. Proprio su quest’ultimo argomento si concentra il dibattito di oggi.

Da una parte la forza, il coraggio di un giovane che lascia la sua casa, la sua vita, i suoi amici, la famiglia, gli affetti più cari per schierarsi al fianco dei più deboli, per combattere per gli ideali in cui ha sempre creduto. Dall’altra ci troviamo ad ascoltare le parole del nostro Papa Francesco che cerca di incoraggiare i nostri giovani, i nostri ragazzi, a non essere dei “giovani da divano”, ma li incita a rischiare perché “[…] la giovinezza non è passività, ma uno sforzo tenace per raggiungere mete importanti […]”.

Lorenzo Orsetti ha fatto proprio questo, ha rischiato addirittura la sua vita pur di non essere descritto come un “giovane da divano”, consapevole che sarebbe potuto morire lottando per i suoi ideali. Per questo aveva lasciato una lettera di addio in cui ha scritto: “Ciao, se state leggendo questo messaggio significa che non sono più in questo mondo. Beh, non rattristateci più di tanto, mi sta bene così. Non ho rimpianti, sono morto facendo quello che ritenevo più giusto, difendendo i più deboli e rimanendo fedeli ai miei ideali di giustizia, eguaglianza e libertà. Quindi, nonostante questa prematura dipartita, la mia vita resta comunque un successo, e sono quasi certo che me ne sono andato con il sorriso sulle labbra. […] Sono tempi difficili lo so, ma non cedete alla rassegnazione, non abbandonate la speranza. Mai! Neppure per un attimo. Anche quando tutto sembra perduto, e i mali che affliggono l’uomo e la terra sembrano insormontabili, cercate di trovare la forza, e di infonderla nei vostri compagni […]”.

Parole forti quelle scritte da Lorenzo, ma allo stesso tempo che spronano, infondono coraggio, che danno la forza almeno di sperare che forse, un giorno, il mondo potrà essere migliore, in pace. Viene da pensare, ma dopo questi esempi, dopo le parole del Papa, siamo proprio sicuri che i nostri giovani non siano pronti a rischiare per difendere i propri ideali, ciò in cui credono? Ultimamente ci stanno dimostrando che sono capaci di fare grandi cose, come Greta Thunberg, l’attivista svedese che ha dato il via al movimento per la sostenibilità e il cambiamento climatico. L’importante è che i giovani capiscano che credere in qualcosa è importante e ancora di più è difendere ciò in cui si crede fermamente. Forse questi giovani ci stanno dando un grande esempio. E voi cosa ne pensate?

Grazie per il tuo contributo
Dino Aci

LA PANCHINA – In tutte le piazze c’è almeno una panchina dove le persone si siedono e parlano in libertà. Non è raro che a fianco del chiacchiericcio e del pettegolezzo si discuta anche di questioni serie: politiche, economiche e sociali. Si trae spunto sia da faccende locali sia da argomenti appresi dalla televisione o dai giornali. DINO è un frequentatore di questa panchina e, senza l’arroganza di sentirsi un opinionista e senza gli strumenti di un approfondimento giornalistico, cercherà invece con intelligente ironia ed un po’ di furbizia, quella sana tipica di noi gente di paese, di permetterci di sederci con lui su quella panchina per allargare la discussione. Dino vi aspetta... 

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