Castrazione o comprensione?

7 maggio 2019 – Autunno o primavera? Tutto sommato non si sta male, ma questa alternanza di sole e pioggia scombina qualche piano, oltre a complicare la vita a chi ha poco tempo per curare il giardino! La panchina è viva e si accendono diverse discussioni. L’argomento principale sono le elezioni del prossimo 26 maggio e a Graffignana c’è un traffico di voci più o meno veritiere. In politica vale tutto, ma qui alla panchina cerchiamo di pensare alle cose positive e lasciamo perdere vecchi trucchetti che hanno solo l’obiettivo di mettere zizzania. Oltre alla politica si fanno spazio i recenti dibattiti collegati ad un crimine orribile come lo stupro, di cui ci eravamo occupati in un nostro articolo in occasione della
Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.

Ai giornali non serve molta fantasia per inventarsi un titolone accattivante, basta citare le dichiarazioni dei principali leader politici per avere un ottimo materiale di vendita. Per partire col botto c’è chi sostiene che l’unica soluzione sia la castrazione chimica, ma si è arrivati a nominare anche la castrazione “fisica”. Poi ci sono soluzioni meno invasive, ma si parla comunque di mettere in prigione gli stupratori e buttare via la chiave. I più moderati, invece, spingono alla comprensione e ad un tentativo di recupero di queste persone disturbate, nonché ad una sensibilizzazione ai troppi discorso sessisti che si leggono continuamente sui giornali o si sentono in televisione. Mi sembra che nessuno sottovaluti la gravità dello stupro e che tutti vogliano una pena certa e severa per un gesto disumano. Gli esperti dicono che la castrazione chimica non sia una soluzione definitiva, in quanto lo stupratore potrebbe comunque compiere ancora atti di violenza. La soluzione “fisica” non sembra una strada percorribile, quindi non rimane che stabilire pene molto severe. Capisco queste considerazioni, ma credo che un atto di questa gravità non vada assolutamente sottovalutato. Le vittime, spessissimo donne e nei casi peggiori bambini o minori, subiscono danni difficilmente riparabili ed è normale che la strada del perdono faccia molta rabbia. Cosa ne pensi di queste soluzioni? La legge è troppo buona con queste persone che rovinano la vita ad altre, per giunta più deboli? I politici stanno solo sfruttando la questione per farsi pubblicità e recuperare consensi oppure vogliono davvero trovare una soluzione?
Attendo le tue considerazioni.

Grazie
Dino Aci

LA PANCHINA – In tutte le piazze c’è almeno una panchina dove le persone si siedono e parlano in libertà. Non è raro che a fianco del chiacchiericcio e del pettegolezzo si discuta anche di questioni serie: politiche, economiche e sociali. Si trae spunto sia da faccende locali sia da argomenti appresi dalla televisione o dai giornali. DINO è un frequentatore di questa panchina e, senza l’arroganza di sentirsi un opinionista e senza gli strumenti di un approfondimento giornalistico, cercherà invece con intelligente ironia ed un po’ di furbizia, quella sana tipica di noi gente di paese, di permetterci di sederci con lui su quella panchina per allargare la discussione. Dino vi aspetta... 

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