Elezioni Europee del 26 maggio: si presenteranno i cittadini europei alle urne?

Il prossimo 26 maggio i cittadini Italiani e di tutti i paesi appartenenti all’Unione Europea, Britannici inclusi, sono chiamati alle urne per il rinnovo del Parlamento Europeo.
Il Parlamento Europeo, che ha sede a Strasburgo, è l’unica assemblea al mondo composta da 751 rappresentanti di diverse nazioni scelti tramite l’elezione diretta.
Questo organismo svolge diverse funzioni:

  • Elegge il Presidente della Commissione Europea;
  • Nomina i commissari (come collegio) e li chiama a rispondere del loro operato;
  • Adotta norme per la protezione dei cittadini;
  • Approva i bilanci;
  • Rappresenta l’Unione Europea nella scena politica internazionale.

Intorno a questa assemblea, nel corso degli ultimi anni, è cresciuta una corrente di pensiero che prende il nome di Euroscetticismo. Questo fenomeno politico è contrario alle politiche dell’Unione Europea e all’allargamento della giurisdizione comunitaria negli affari nazionali. Lo scetticismo nei confronti di questa istituzione e, soprattutto, nei confronti della moneta unica europea, ha trovato molti sostenitori all’interno degli stati membri; infatti, i dati sull’affluenza alle elezioni europee sono un chiaro segnale di come una buona parte dei cittadini europei non si senta rappresentata o tutelata al meglio da questo organo. Se nel 1979, anno della prima elezione del Parlamento con 9 stati membri dell’Unione Europea, l’affluenza era pari al 61,99% (fonti UE), nel 2014 con 28 stati membri, l’affluenza alle urne era pari al 42,61% (fonti UE). È un chiaro segnale di come l’interesse nei confronti dell’Unione Europea stia sempre diminuendo a discapito di coloro che hanno creduto, credono e sostengono, che sia l’unica soluzione per risolvere e migliorare la situazione politica ed economica del vecchio continente.

Se da un lato questi dati potrebbero sponsorizzare ancor di più il fronte degli euroscettici, dall’altro lato, l’Unione Europea ha lanciato una campagna a favore dell’affluenza al voto (disponibile su questo sito). L’obiettivo di questa campagna è porre attenzione sull’importanza del diritto di voto ai cittadini e far capire loro che, esercitando il loro diritto, possono creare un’Europa migliore.
La prossima tornata elettorale passerà alla storia dell’Unione in quanto, come detto in precedenza,  sembra che anche i cittadini Britannici parteciperanno al voto e questa, ad oggi, risulta la “sorpresa” in termini di election day; infatti, con lo slittamento della Brexit dal 29 marzo ad ottobre, i sudditi di Sua Maestà dovranno presentarsi alle urne per eleggere i candidati ad occupare i 73 seggi del Parlamento. Questo fatto ha scatenato molte polemiche, in quanto verrà spesa un’ingente quantità di denaro pubblico e, una volta formalizzata la Brexit, questi posti resteranno vacanti fino alle prossime elezioni che si terranno nel 2024. Tutto questo accadrebbe solo nel caso in cui la prima ministra, Theresa May, che in questi giorni sta cercando in tutti i modi di fare approvare al parlamento britannico un accordo definitivo sulla Brexit, non riuscisse ad ottenere dal Partito Laburista, che sta all’opposizione, i voti necessari per ottenere la maggioranza alla Camera dei Comuni.

Se la situazione a livello Europeo in relazione alle elezioni per il Parlamento parla di un calo dell’affluenza, nel nostro Paese, l’Italia, che aria si respira?

Anche nel Bel Paese, rispetto al 1979, c’è stato un calo dei votanti alle ultime elezioni di circa il 30% che però rispecchia la media del resto dell’Unione. Molti sostengono che, essendo la nuova formazione giallo-verde perlopiù filo euroscettica, anche l’affluenza sarà scarsa alle urne. In realtà, i principali partiti nazionali in questo ultimo periodo spingono molto sull’importanza del voto, sia perché legato ad una posizione di rilievo all’interno del Parlamento stesso, sia perché rappresenta una cartina di tornasole per la situazione politica nazionale.
Un elemento che potrà caratterizzare in maniera positiva l’affluenza alle urne deriva dal fatto che in 3846 Comuni si svolgeranno in contemporanea le elezioni amministrative per eleggere i candidati sindaci e si presuppone che la partecipazione a livello locale sia sempre elevata.

Risulta quindi sempre di attualità questa frase del politico americano Walter H. Judd il quale affermava: “Spesso si dice che, in una democrazia, le decisioni sono prese a maggioranza del popolo. Naturalmente, questo non è vero. Le decisioni sono prese a maggioranza di coloro che fanno sentire la propria voce e che votano – una cosa molto diversa.”

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