Cosa deve insegnare davvero un docente?

21 maggio 2019 – Le temperature non accennano a risalire, la pioggia sembra non voler lasciare lo spazio al sole primaverile che tanti sognano ed aspettano con ansia, con queste giornate uggiose sembra di essere ad ottobre anziché a maggio. La panchina però, con ancora indosso giubbotti e sciarpette, non si perde d’animo e continua a commentare gli avvenimenti del periodo. Manca davvero pochissimo alle elezioni che coinvolgeranno anche il nostro paese e finalmente sapremo se i graffignanini decideranno di dare fiducia ai candidati dell’unica lista. Per questo non resta che attendere domenica 26 quando le persone si recheranno alle urne per esprimere la loro preferenza. Nel frattempo, c’è un altro argomento che scalda gli animi della nostra panchina: la sospensione della professoressa di Palermo.

Rosa Maria Dell’Aria, docente dell’istituto tecnico industriale Vittorio Emanuele III di Palermo, è stata sospesa per 15 giorni con conseguente dimezzamento dello stipendio, perché accusata di mancata vigilanza sul lavoro dei suoi studenti che lo scorso 27 gennaio nel giorno della Memoria, hanno paragonato il decreto sicurezza alle leggi razziali del periodo fascista. Ma su cosa, precisamente, avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Avrebbe dovuto censurare il pensiero dei suoi alunni?

Continuamente ci si lamenta della scarsa capacità dei giovani di ragionare, per il mancato interesse per la situazione politica attuale, per la poca conoscenza della storia del nostro paese, e proprio quando una classe dimostra la sua cultura una docente viene allontanata dalla scuola. Forse il fatto che questi ragazzi siano stati in grado di ragionare con la propria testa, di aver sviluppato un pensiero critico, di essere stati indipendenti, ha spaventato? D’altronde la cultura è l’arma più potente di questo mondo e fa paura a chi governa un paese, perché sarebbe molto più semplice con cittadini indottrinati ed obbedienti che hanno paura di spingersi oltre la proprio confort zone.
Sono curioso di conoscere il tuo pensiero.

Grazie
Dino Aci

LA PANCHINA – In tutte le piazze c’è almeno una panchina dove le persone si siedono e parlano in libertà. Non è raro che a fianco del chiacchiericcio e del pettegolezzo si discuta anche di questioni serie: politiche, economiche e sociali. Si trae spunto sia da faccende locali sia da argomenti appresi dalla televisione o dai giornali. DINO è un frequentatore di questa panchina e, senza l’arroganza di sentirsi un opinionista e senza gli strumenti di un approfondimento giornalistico, cercherà invece con intelligente ironia ed un po’ di furbizia, quella sana tipica di noi gente di paese, di permetterci di sederci con lui su quella panchina per allargare la discussione. Dino vi aspetta... 

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