Incidenti: se li conosci, li eviti

Gli infortuni domestici rappresentano un problema di Sanità pubblica di grande rilevanza e diversi paesi europei ed extra-europei hanno avviato già da alcuni anni politiche di prevenzione e di sicurezza al fine di ridurre le dimensioni di tale fenomeno. In Italia il Piano nazionale di Prevenzione ha previsto azioni mirate alla prevenzione degli infortuni, con l’obiettivo di ridurre gli incidenti domestici e del tempo libero e migliorare la conoscenza del fenomeno e delle azioni di prevenzioni da parte degli operatori sanitari, in particolare i pediatri del territorio ed i medici di medicina generale.

L’impatto sociale del fenomeno infortunistico è di estrema rilevanza, non solo a livello sanitario, ma anche dal punto di vista economico. Infatti, le conseguenze in termini di salute sono rappresentate da traumi di diversa gravità, che possono comportare invalidità e, in molti casi, anche morte, con costi sociali rilevanti e oneri sempre più gravi. L’incidenza degli infortuni domestici è difficilmente stimabile, in quanto a livello nazionale le fonti di rilevazione appaiono disomogenee e carenti nei contenuti informativi, non esiste cioè un registro dei casi che permetta un corretto confronto tra le diverse regioni in funzione anche dei fattori di rischio che determinano gli eventi. Gli incidenti domestici rappresentano un problema di grande interesse per la sanità pubblica e di rilevanza sociale per l’impatto psicologico che hanno sulla popolazione che considera la casa il luogo sicuro per eccellenza.  Questa convinzione, nasce dalla conoscenza dell’ambiente casa, dall’abbassamento dei meccanismi di difesa sempre presenti quando ci troviamo in un ambiente esterno e dall’alta frequenza delle azioni che si svolgono in casa. Inoltre, va considerato che i ritmi spesso frenetici della giornata e la conseguente stanchezza favoriscono la disattenzione. Va infine ricordato che, poiché la casa è un luogo privato, ognuno può arredarla e organizzarla senza un confronto con esperti della sicurezza, come avviene per i luoghi pubblici, e, quindi, si possono commettere errori dovuti alla non conoscenza e alla sottovalutazione dei rischi, mentre spesso si sopravvalutano le proprie capacità. Cadute, ferite, ingestione di corpi estranei, soffocamento, avvelenamenti e intossicazioni questi gli incidenti che si verificano più spesso in ambiente domestico. Sulla base dei dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità, sono circa 3,3 milioni gli incidenti domestici che, ogni anno, mettono in pericolo la salute delle persone e i bambini al di sotto dei 5 anni sono la categoria maggiormente a rischio, insieme a donne ed anziani. Una vera e propria “epidemia silenziosa” che minaccia i più piccoli e che spesso viene sottovalutata dagli adulti.

I bambini delle comunità e delle famiglie più povere sono a maggior rischio perché hanno minore probabilità di beneficiare delle campagne di prevenzione e dei servizi sanitari. Gli incidenti infantili sono distribuiti in modo diseguale in Europa: i tassi più elevati si registrano soprattutto nei Paesi che attraversano una fase di grandi mutamenti socioeconomici. In questi territori, i decessi raggiungono percentuali fino a otto volte superiori a quelle dei Paesi europei più sicuri. Le cadute sono la ragione della metà delle visite ai bambini nei dipartimenti di emergenza degli ospedali. Negli ultimi 30 anni molti Paesi industrializzati hanno ridotto gli infortuni in età infantile del 50%, grazie a: il consolidamento delle leggi sulla sicurezza (come le chiusure ermetiche di medicine e prodotti tossici), la modifica delle caratteristiche di alcuni ambienti, come le scale e le piscine, la realizzazione di campagne di informazione e prevenzione e il potenziamento dei servizi di emergenza. Tutti questi interventi, rivelatisi molto efficaci nella difesa del diritto dei bambini a un ambiente sicuro e a un’adeguata protezione dagli infortuni, andrebbero promossi a livello globale. Si dice comunemente che “il bambino vive in un mondo adulto, progettato dagli adulti per gli adulti”. Se questa affermazione è reale, deve essere anche vero che gli incidenti dei bambini sono prevedibili e prevenibili, che la loro tipologia varia sicuramente a seconda della fascia di età e dell’ambiente in cui si trovano, della struttura, dell’impianto o dell’oggetto con cui entrano in contatto e soprattutto del ruolo degli adulti a cui è affidata non solo la cura e l’educazione, ma la attenta custodia dei minori.

I genitori, gli adulti, devono essere consapevoli dei rischi a cui i bambini sono esposti sia nell’ambiente domestico che in quello, genericamente, urbano. I genitori hanno certamente un ruolo strategico nell’impostare la consapevolezza dei rischi e la conoscenza della potenziale pericolosità di stili di vita e di comportamento, ma altre figure sono temporaneamente interessate a questo aspetto che facilmente è trascurato o sottovalutato. I nonni, le babysitter, le assistenti dell’asilo o della scuola, i fratelli più grandi, non sempre hanno capacità, conoscenza, maturità ed energia per pensare anche all’eventualità incidente e alla facilità con cui possono essere adottate misure di prevenzione davvero elementari; è sufficiente ricordare che un bambino in fase di sviluppo è capace di azioni che solo il giorno prima non era in grado di fare. La prevenzione degli eventi evitabili è sicuramente compito dell’adulto, anche in considerazione del fatto che i bambini e gli anziani, sono le coorti a maggiore rischio. Gli interventi di prevenzione sono finalizzati ad eliminare od almeno a ridurre i rischi che, quindi, devono essere conosciuti e, conseguentemente, stimolare l’adozione di comportamenti idonei. Le campagne mediatiche di prevenzione rivolte alla popolazione generale dovrebbero usano mezzi di comunicazione di massa (radio, TV, cartellonistica, annunci sui giornali, social network, etc.) per disseminare brevi e ricorrenti messaggi al fine di motivare le persone ad assumere comportamenti preventivi. In Italia le campagne di comunicazione sulla prevenzione degli incidenti domestici sono state sporadiche e con un’estensione piuttosto limitata.

La società italiana di pediatria ha però elaborato una lista degli accorgimenti per ridurre i rischi di incidenti domestici, che condividiamo in questo articolo.
In camera dei bambini:

  • Controllare che le sponde della culla o del lettino siano di altezza sufficientemente elevata per evitare che il bambino possa sporgersi e che la distanza tra le sbarre sia inferiore ad 8 centimetri;
  • Evitare che i bambini, quando dormono, indossino catenelle, braccialetti, ciondoli;
  • Non lasciare mai solo un bambino su fasciatoio o su una superficie elevata.

Nell’area giochi:

  • Togliere dalla portata dei bambini, soprattutto di quelli di età inferiore ai 4 anni, oggetti con diametro inferiore ai 4 centimetri. Se ingeriti, questi possono finire nell’albero respiratorio, provocando soffocamenti. In particolare, evitare bottoni, spille, biglie, giochi smontabili, parti facilmente staccabili, monete, semi, torsi, noccioline, e altri alimenti che possono andare a finire nelle vie aeree;
  • Mettere sempre una coperta a terra;
  • Acquistare giocattoli sicuri, certificati dal marchio CE sulle etichette.

In bagno:

  • Regolare la temperatura del”acqua, sempre inferiore ai 50 gradi;
  • Non lasciare mai i bambini da soli accanto a vasche da bagno piene d’acqua e controllare costantemente i bambini quando giocano vicino a fontane e lavandini;

In cucina:

  • Girare sempre il manico delle pentole verso il muro e utilizzare i fornelli più interni;
  • Non lasciare fiammiferi o accendini incustoditi;
  • Non lasciare mai soli i bambini in cucina.

In tutti gli spazi domestici:

  • Se ci sono scale, fare impiantare cancelletti in cima e in fondo;
  • Le finestre e le porte devono avere chiusure di sicurezza interne;
  • Le ringhiere dei balconi e dei davanzali debbono essere alte e a componenti stretti;
  • Non sistemare vasi, sedie o mobili su cui i bambini potrebbero salire;
  • I sistemi elettrici debbono essere sempre perfettamente a norma, con efficaci impianti salvavita;
  • Tenere sempre lontani i bambini dai fili elettrici e da qualunque elettrodomestico collegato alla rete elettrica.

E inoltre:

  • Conservare in luoghi inaccessibili ai bambini: medicinali, prodotti per la pulizia della casa, detersivi, insetticidi, o altre sostanze potenzialmente nocive;
  • Non scambiare mai i contenitori di questi prodotti, ad esempio travasandoli in bottiglie non appropriate, tipo quelle destinate all’acqua minerale o all’aranciata;
  • Prestare attenzione agli oggetti taglienti, tipo forbici, coltelli, lamette, vetri, porcellane;
  • Evitare il fumo, prima fonte di inquinamento indoors e anch’esso causa di incendi.

Bisogna ricordare che se si conosce il pericolo, si può evitare.

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